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La temuta proroga della chiusura degli OPG.

 

 

La Camera Penale della Lombardia Orientale ha aderito all’appello (di stopOPG); poiché è prevista anche l’iniziativa del digiuno, tuttavia, invitiamo caldamente ciascun iscritto a valutare l’adesione individuale, pregando chi aderirà di darne comunicazione anche a noi all’indirizzo info@cplo.it

http://www.cplo.it/news-detail.php?id=58

Seconda relazione trimestrale del Governo al Parlamento sul programma di superamento degli OPG - Lettera del Comitato StopOPG al sottosegretario De Filippo

 

  • Seconda relazione trimestrale del Governo al Parlamento sul programma di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (13 febbraio 2015) vedi allegato

  • Lettera stopOPG – dopo la Seconda Relazione al Parlamento sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari - al Sottosegretario alla Salute on. Vito De Filippo

 

 

Oggetto: chiusura Ospedali Psichiatrici Giudiziari OPG, richiesta incontro
 

Al Sottosegretario alla Salute on. Vito De Filippo -
Presidente dell’Organismo di Coordinamento
del processo di superamento degli OPG (D.M. Salute 26.6.2014)

Roma, 27 febbraio 2015

Gentile Sottosegretario,
come le è noto, in questi giorni stopOPG ha rilanciato la mobilitazione (sono in programma diverse iniziative compreso un digiuno) con l’Appello “chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari al 31 marzo 2015 senza proroghe e senza trucchi”.

Accanto alla mobilitazione, come sempre, intendiamo avanzare proposte e offrire la nostra collaborazione, sapendo quanti ostacoli persistano nel processo di superamento degli Opg. La “Seconda relazione trimestrale al Parlamento sul programma di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari” (Ministri della Salute e della Giustizia: febbraio 2015) conferma difficoltà e ritardi nel processo di chiusura degli Opg. E tuttavia una proroga della loro chiusura è ormai inaccettabile: sarebbe la terza consecutiva, mantenendo in vita luoghi che il Presidente Napolitano ha definito “orribili … indegni per un Paese appena civile”.

Oggi abbiamo a disposizione una buona Legge: la n. 81 del 31 maggio 2014, che ha spostato il baricentro dalla logica manicomiale dell’internamento, in Opg o in Rems, alla cura delle persone, privilegiando le misure alternative alla detenzione con progetti terapeutici individuali, e che ha abolito i cosiddetti “ergastoli bianchi“. Però sappiamo che è una legge “giovane” e assai “impegnativa”, bisogna fare in modo che venga applicata bene (vedi stopOPG 1 luglio 2014).

Riteniamo per questo utile riepilogare alcune riflessioni e proposte

  • Nessuna proroga alla data fissata per la chiusura degli Opg: da qui al 31 marzo bisogna implementare e completare le dimissioni e fermare i nuovi ingressi. Quindi, dal giorno dopo, accompagnare il processo di superamento degli Opg.
  • Nominare il Commissario, come previsto dalla norma, con poteri adeguati per l’integrale attuazione della legge 81/2014: favorire le dimissioni, contrastare nuovi ingressi in Opg/Rems con misure alternative, privilegiando l’assistenza senza internamenti.
  • L’aumento degli ingressi in Opg dipende dalle scelte della magistratura, e dalla scarsa o assente collaborazione con i servizi delle ASL. Per questo è positivo che nella proposta di Accordo in Conferenza Unificata per il “Regolamento delle Rems” siano previsti Accordi tra Regioni/Asl e Magistratura, con l’obbligo di inviare i Progetti Terapeutico Riabilitativi anche per i nuovi ingressi al Ministero della Salute (vedi articolo 7).
  • L’ipotesi di attivare al 31 marzo 2015, in alcune regioni ,“soluzioni provvisorie” (vedi pagina 2 della seconda Relazione) pur di chiudere gli Opg deve essere funzionale al superamento delle stesse Rems, non come soluzione in attesa per costruire quelle nuove. Infatti, il numero di persone cosiddette “non dimissibili” – secondi i dati delle due Relazioni governative – è di gran lunga inferiore alle 450 unità indicate, tanto più se si considera che circa il 40% di questi è dichiarato “non dimissibile per motivazioni cliniche” (fattispecie in contrasto con la Legge 81/2014). Si ricorda peraltro che nella prima relazione il numero di persone per cui si valutava la persistenza della "pericolosità sociale" era circa l’8% degli internati. Questo obbliga a continuare con determinazione l'impegno per una diminuzione dei posti di Rems.
  • Non sarebbe accettabile che, nemmeno nelle soluzioni provvisorie, le funzioni di amministrazione della giustizia penitenziaria nelle Rems fossero affidate a privati (leggendo la Relazione - pagg. 13 e 14 – per ora ciò riguarderebbe Bolzano, Veneto, Marche e Calabria). Sarebbe inaccettabile una delega a soggetti non pubblici di ciò che riflette sulla libertà personale, essendo le Rems strutture in cui si esegue una misura detentiva. In questo senso quanto previsto circa le funzioni svolte all’interno delle Rems da personale dell’Amministrazione penitenziaria, dal Regolamento sulle Rems (articolo 3), non può essere limitato ad un anno.
  • Agli operatori dei servizi non possono essere richieste funzioni di ”custodia” (come era al tempo dei manicomi) ma solo di cura.
  • Occorre rendere subito disponibili per le regioni i finanziamenti per la chiusura degli Opg e spostarli dalle Rems ai Dipartimenti di Salute Mentale per investimenti utili a migliorare l’assistenza per tutti i cittadini.
  • Pessima, e da contrastare, è la scelta di Piemonte e Liguria di inviare i loro pazienti a Castiglione delle Stiviere (era e resta un Opg anche se organizzato in moduli/Rems da 20 posti).
  • Nell’occasione si segnala la necessità di adeguare alle diverse opzioni assistenziali della legge 81/2014 il testo della proposta di Dpcm per l’ aggiornamento dei LEA, che invece ora richiama solo l’assistenza agli internati in Opg o in Rems (vedi art. 32 comma 5 bozza Dpcm).
  • Va affrontato il problema delle misure di sicurezza provvisorie, che raggiungono il 30% degli internati.
  • Infine, si conferma l’obiettivo della modifica dei Codici: per chiudere definitivamente “il rubinetto” che alimenta gli ingressi in Opg (e quindi nelle Rems). Ma anche in questo caso resta da affrontare, come oggi, il tema del diritto alla salute e alle cure troppo spesso negato per i detenuti, e la preferenza per misure non detentive per la cura e la riabilitazione di persone malate.

In attesa di essere convocati, come concordato nell’ultimo incontro del 5 febbraio scorso, Le inviamo i più cordiali saluti.

p. stopOPG Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Patrizio Gonnella

Il Comitato stopOPG si è riunito il 5 febbraio a Roma, subito dopo l’incontro con il Sottosegretario De Filippo

Il Comitato stopOPG si è riunito il 5 febbraio a Roma, subito dopo l’incontro con il Sottosegretario De Filippo Presidente dell’Organismo di coordinamento per il superamento degli OPG

I due Report in un unico file:

  1. Report riunione Comitato stopOPG (pagine 1 e 2)
  2. Report incontro con il Sottosegretario De Filippo  (pagina 3)

Nella riunione del Comitato stopOPG si è deciso di proseguire la mobilitazione in due fasi:

  • 1^ fase: fino al 31 marzo 2015 (termine per la chiusura degli Opg)
  • 2^ fase: dal 1 aprile 2015 (dopo la chiusura degli Opg)

In particolare dal 1 al 31 marzo saranno organizzate diverse iniziative tra cui:

“Un DIGIUNO per chiudere gli OPG, senza proroghe e senza trucchi. Restituire un volto, un nome, dignità e diritti …

stopOPG chiede di dedicare, in questo periodo, una o più giornate di digiuno alla chiusura degli OPG, con una sorta di “staffetta” che coinvolge i rappresentanti delle associazioni che compongono stopOPG. La richiesta di adesioni sarà rivolta anche a esponenti della società civile, a politici, giornalisti, operatori, e chiunque voglia partecipare). L’adesione al digiuno va resa pubblica (allestiremo appositamente il sito), e va data visibilità con iniziative locali.

A breve tutte le informazioni.

Il Comitato StopOPG Lombardia interpella la Giunta Maroni.

 Considerazioni e proposte del comitato lombardo all’approssimarsi del termine del 31 marzo 2015 per la chiusura degli OPG

 

REPORT INCONTRO stopOPG con il Sottosegretario alla Salute - Roma 22 gennaio 2015

Si è svolto, il 22 gennaio come previsto, l’incontro al Ministero della Salute con il Sottosegretario on. Vito De Filippo, Presidente dell’Organismo di coordinamento per il superamento degli OPG, per fare il punto della situazione a pochi giorni dalla data fissata per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Nei giorni scorsi avevamo infatti chiesto la convocazione di un incontro urgente, vedi lettera stopOPG: “Si avvicina data chiusura OPG”.

Per stopOPG erano presenti: Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Adriano Amadei, Girolamo Digilio e Denise Amerini.

StopOPG, la data per la chiusura degli OPG si avvicina

il 31 marzo 2015 è la scadenza fissata dalla legge. Vogliamo essere sicuri che sarà rispettata. E che al loro posto non si apriranno nuove strutture manicomiali. Per questo chiediamo la convocazione di un urgente incontro 

in allegato la lettera al Sottosegretario alla Salute De Filippo

 

 

StopOPG su prima Relazione al Parlamento sul Programma di superamento degli OPG

La prima Relazione al Parlamento sul Programma di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari è tempestiva e chiara. Gran parte degli internati risulta dimissibile: non servono proroghe, né Rems ma più assistenza nel territorio e fermare i nuovi ingressi.
Il problema era e rimane la presa in carico e la cura nel territorio delle persone con problemi di salute mentale.

La relazione dimostra che gran parte degli internati risulta dimissibile, quindi non servono proroghe, né Rems: ora è possibile chiudere gli Opg e spostare gli interventi (e le risorse) per la cura delle persone nel territorio. Ma bisogna fermare i nuovi ingressi.
I dati sul “turn over” negli OPG - nel trimestre 1 giugno/1 settembre 2014 – segnalano:

  • che le previste dimissioni dei ricoverati che erano presenti in OPG al momento dell’entrata in vigore della legge (1 giugno2014) stanno avvenendo con lentezza.
  • che il trend di nuovi ingressi ancora non si inverte (67 dimissioni, 84 nuovi ingressi), nonostante la legge disponga priorità alle misure alternative. Questo deve preoccupare perché spesso dipende dalla mancanza di presa in carico delle persone e di collaborazione tra magistratura e servizi delle ASL.
  • che tuttavia la Legge 81 sta producendo primi effetti:

- presentati dalle Regioni/Dsm n. 826 Progetti Individuali (su 846 internati)

- giudicati “dimissibili” n. 425 persone, cioè oltre il 50% degli attuali internati: e già questo dato dimezzerebbe il fabbisogno di REMS (previsto oggi in 900 posti)

- analizzando le motivazioni che dichiarano i pazienti “non dimissibili” (si tratta di n. 350/400 persone) risulta che solo un’esigua minoranza sarebbe nelle condizioni di “dover restare” in OPG (o in seguito nelle REMS) secondo il dettato normativo.

Infatti solo il 17% dei “non dimissibili” (quindi l’8,5% degli attuali internati), secondo quanto riporta la Relazione, conserva la condizione di “pericolosità sociale” come ridefinita dalla Legge 81.
Inoltre, fra le persone dichiarate “non dimissibili” per ragioni diverse dalla pericolosità sociale, ben il 40% (circa 160 unità) lo è per “motivazioni cliniche”: una tale motivazione non sembra accettabile vista la ratio della nuova legge che sposta l’asse del’intervento dall’Opg al territorio...

 

Le Rems

I dati della Relazione sulle persone “dimissibili” segnalano che le Rems sono quantomeno residuali.
Realizzarle a tutti i costi (attualmente sono oltre 900 i posti progettati) sarebbe uno spreco e una scelta sbagliata.
Dalla Relazione risulta confermato, salvo eccezioni, impossibile costruire le Rems nei tempi previsti dalla Legge per chiudere gli OPG (31.3.2015). Questo solo in minima parte è un ritardo dovuto alle Regioni, sono le norme vigenti che impediscono tempi più celeri.

Ma non è un male: è semmai un’opportunità per rivedere i programmi regionali, destinando i finanziamenti in conto capitale e quelli correnti al potenziamento dei Servizi socio sanitari, DSM in primis (come prevede la stessa legge 81) e ai budget per i PTRI.
Anche per questo bisogna sbloccare il riparto dei finanziamenti di parte corrente e a dare indicazioni in questo senso in sede di Organismo di Monitoraggio e Coordinamento.
È augurabile pure che alcune regioni virtuose possano presentare progetti residenziali alternativi alle Rems
Si conferma che il tratto più interessante della legge 81 è aver spostato il baricentro dal binomio “malattia mentale/pericolosità sociale e cura/cusotodia” (Opg o Rems) ai progetti di cura e riabilitazione individuali e nel territorio. Cambiando la vecchia normativa (la legge 9/2012) si è aperta una nuova fase per applicare le nuove norme nello spirito della “legge 180”.
Perciò i programmi delle Regioni possono e devono spostare attenzione e investimenti dalle Rems (i cosiddetti mini Opg) ai percorsi di cura e riabilitazione individuali, per evitare l’internamento, potenziando i servizi socio-sanitari territoriali, che servono a tutti i cittadini. Ed è quello che sta accadendo in alcune Regioni.
La legge 81 va applicata in questa direzione, anche per scongiurare ulteriori proroghe della chiusura degli OPG e per orientare gli stessi eventuali commissariamenti per le regioni inadempienti.
Per quanto riguarda gli atti della Magistratura, secondo la Relazione illustrata, risulterebbe:

  • persistenza delle misure di sicurezza provvisorie (1/3 degli internati)
  • (per chi è già internato) una riduzione dei tempi per il riesame della pericolosità sociale e per la fissazione della nuova udienza. Nelle ordinanze viene prescritto un termine entro il quale i servizi devono definire un Progetto Terapeutico Riabilitativo Individuale (PTRI), avendo come finalità misure alternative alla detenzione
  • che la proroga della misura di sicurezza detentiva in OPG è decisa perché persiste la pericolosità sociale o riemerge uno “scompenso psico patologico”. Su questo punto è indispensabile un approfondimento: quale “scompenso” si affronta/risolve con il ricovero in OPG ? Questa motivazione contrasta con lo “spirito” della legge 81 (e della stessa legge 180 …).
  • non vi sono ancora dati sulle dimissioni per decorrenza dei termini della misura di sicurezza detentiva (quindi anche per evitare i cosiddetti “ergastoli bianchi). La cui durata massima secondo la nuova legge non può essere superiore a quella della pena per corrispondente reato”. Dalla Relazione risultano due “tendenze” per questi casi: dimissioni dall’Opg senza condizioni o con libertà vigilata. Entrambe hanno una ragionevolezza: la libertà vigilata “mantiene” in qualche modo una attenzione alla persona, può funzionare come momento di presa in carico ma la espone al rischio di violare prescrizioni e quindi di tornare in Opg, mentre la liberazione incondizionata evita questo rischio ma può accompagnarsi all'abbandono della persona. Su questo problema è necessario aprire un confronto.

Non è chiaro invece quanti detenuti (ex articolo 148 CP) siano stati inviati e siano ancora in Opg dopo l’approvazione della legge 81.
In ogni caso risulta indispensabile diffondere le migliori pratiche e i protocolli di collaborazione tra Magistratura e Regioni (Asl/Dsm).

La Relazione al Parlamento, presentata nel rispetto dei tempi previsti, chiara e con dati trasparenti, ci conferma nell’idea che non servono proroghe, né Rems. La relazione dimostra che gran parte degli internati risulta dimissibile, ora è possibile chiudere gli Opg e spostare gli interventi (e le risorse) per la cura delle persone nel territorio.

p. stopOPG:
Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Patrizio Gonnella, Denise Amerini - 3 novembre 2014

 


ATTI PARLAMENTARI - Testo Prima Relazione al Parlamento sul programma di superamento OPG


 

Un report sull'ultima assemblea e sul senso del Mese dei Diritti che vogliamo dare quest'anno

di Roberto Loddo

 

Il “Mese dei Diritti Umani” è una campagna di sensibilizzazione proposta dal comitato sardo “Stop Opg” a tutte le cittadine e i cittadini interessati e sensibili al rispetto dei diritti umani che vuole coinvolgere la società civile, il mondo della cultura, della conoscenza e dell’arte.

 

È stata una bella assemblea vivace e partecipata quella del nuovo comitato organizzatore del Mese dei Diritti Umani 2014 che si è svolta nella sede dell'Asarp, l'associazione sarda per l'attuazione della riforma psichiatrica. Nuove adesioni e nuove proposte che hanno arricchito un programma giorno per giorno in via di definizione. Quest'anno verrà presentato anche un manifesto di una decina di punti che caratterizzano la difesa di ogni diritto portato avanti dalle singole organizzazioni.

 

L‘articolo 5 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo recita che “nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti”. Nessun governo può utilizzare l’emergenza pubblica, la sicurezza e l’ordine pubblico per giustificare la tortura delle persone e negare i loro diritti. In occasione della giornata mondiale dei Diritti Umani che si celebra in tutto il mondo il comitato delle organizzazioni aderenti al Mese dei Diritti Umani, riorganizzerà per il terzo anno consecutivo un mese di eventi di cultura e approfondimento per sensibilizzare le cittadine e i cittadini sardi alla tutela dei diritti umani.

 

L’iniziativa, si svolgerà dal 10 novembre al 10 dicembre 2014. La data del 10 dicembre è stata scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948. Le organizzazioni sensibili e interessate potranno organizzare un evento in ogni comune della Sardegna all'interno di questo periodo e dovranno comunicare giorno, luogo e titolo dell’evento, al comitato organizzatore entro il 28 Ottobre 2014.

 

Presenti all'assemblea la Tavola sarda della Pace, L'ANPI, l'associazione nazionale partigiani italiani e il presidio di Piazzale Trento. Il giornale online Il Manifesto sardo oltre a dedicare un numero speciale sui diritti, concentrerà le proprie iniziative sul diritto al lavoro, con le presentazione del libro “Lavorare manca. La crisi vista dal basso”, di Gabriele Polo e Giovanna Boursier, Editore Einaudi. Le presentazioni si svolgeranno a Carbonia il 14 novembre e a Cagliari il 15 novembre. Un libro che descrive cosa succede se proviamo a osservare la crisi rinunciando al consueto punto di vista, sostituendo ai flussi della finanza, le storie, e alle manovre economiche, le persone. Spariscono le oscillazioni dei mercati e dello spread, appaiono volti, voci in protesta. 

 

Gli autori Gianni Usai con Loris Campetti saranno presenti il 21 novembre a Cagliari per presentare il loro libro, “Operaio in mare aperto”, edizioni Gruppo Abele. Questo libro inizia in Sardegna e in Sardegna ritorna passando attraverso Mirafiori attraverso temi come il lavoro, il biennio rosso ’68-’69, il conflitto, il terrorismo, la politica, la cooperazione e la ricerca. L'associazione “Sardegna Libano - Un ponte per il Mediterraneo” organizzerà il 2 dicembre un confronto sulla situazione politica in Medio Oriente dal titolo “L'identità rubata”. L'associazione “amici della bicicletta” di Cagliari impegnata nel riconoscimento del diritto alla sostenibilità, organizzerà le “Pedalate per i Diritti Umani” che si svolgeranno la Domenica. Queste iniziative saranno utili a promuovere l'utilizzo della bicicletta quale mezzo di locomozione semplice, economico ed ecologico.

 

Il Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti è una associazione di insegnanti che ha la finalità di favorire il diritto alla conoscenza e l'istruzione, e l'affermarsi di una professionalità docente adeguata alle esigenze della scuola, alle riforme attuate e da attuare. Il CIDI organizzerà a fine novembre (il 24 o il 25) un confronto con il presidente dell'ANM, l'associazione nazionale magistrati. L'Asarp, insieme alla Fondazione Franco e Franca Basaglia, la cooperativa sociale “Il Giardino di Clara” e il comitato sardo Stop Opg, organizzeranno (il 5 dicembre o il 10 dicembre) un'assemblea pubblica sulle buone pratiche nella salute mentale, la situazione delle carceri e gli ospedali psichiatrici giudiziari. 

 

 

Il prossimo appuntamento del comitato e delle organizzazioni che vorranno aderire al Mese dei Diritti Umani è previsto Martedì 14 Ottobre 2014 alle ore 17.30 nella sede dell'Asarp.

 

Roberto Loddo

 

 

 

blog: mesedeidirittiumani.blogspot.it/

 

Report dell'incontro al Ministero della Salute con il Sottosegretario on. Vito De Filippo del 1 ottobre 2014

 

Il 1 ottobre si è svolto, come previsto, l’incontro al Ministero della Salute con il Sottosegretario on. Vito De Filippo per fare  il punto sul processo di superamento degli OPG, in particolare sull’attuazione della recente legge 81/2014. Per stopOPG erano presenti: Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Patrizio Gonnella e Denise Amerini.

Il sottosegretario on. De Filippo è intervenuto: ha illustrato la 1^ Relazione trimestrale, appena inviata al Parlamento, sul Programma di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, prevista dalla legge 81/2014 (vedi allegato), ha comunicato che il 2 ottobre 2014 è prevista la prima riunione dell’Organismo di coordinamento per il superamento degli OPG – formato da rappresentanti del Governo e delle Regioni, ha assicurato che proseguirà il confronto con stopOPG, esprimendo una valutazione positiva sulla legge 81/2014.

Come stopOPG: abbiamo espresso apprezzamento sia per la disponibilità al confronto manifestata dal Sottosegretario che per il rispetto dei tempi di presentazione della Relazione al Parlamento e per alcuni contenuti che ci sono stati illustrati (riservandoci di verificarla più attentamente al momento della pubblicazione). Abbiamo inoltre ribadito che la legge 81 – pur con carenze e limiti - è una “buona legge” e va applicata bene (vedi comunicato). Attuare bene la nuova legge - e chiudere gli OPG senza ulteriori proroghe - risponde non solo al diritto alla cura delle persone internate ma all’esigenza di rilanciare il ruolo dei servizi socio sanitari e di salute mentale nel territorio per tutta la popolazione.

Dalla Relazione del Governo sugli OPG si conferma che le REMS (i mini OPG) sono inutili e quantomeno residuali e che bisogna riconvertire le risorse sui percorsi di cura e riabilitazione individuali.

Chiusura Ospedali Psichiatrici Giudiziari: superare ritardi e incongruenze

Con oltre due mesi di ritardo la Conferenza delle Regioni ha finalmente nominato i propri rappresentanti nell’Organismo di coordinamento per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (previsto dalla nuova Legge n. 81/2014 all’articolo 1 comma 2 bis). Sono gli Assessori regionali alla Salute di: Emilia Romagna, Liguria, Puglia, Sardegna e Toscana che rappresenteranno tutte le regioni italiane.
L’Organismo ha il compito delicatissimo di esercitare funzioni di monitoraggio e di coordinamento delle iniziative assunte per garantire il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e di relazionare al Parlamento.
Sollecitiamo il Ministero della Salute a convocarlo immediatamente.
Il nuovo Organismo deve agire subito, perché vi sono ritardi e incongruenze nell’attuazione della nuova legge: dopo una flessione iniziale risultano in aumento i “nuovi ingressi” in Opg, mentre molte regioni invece di ridurre al minimo indispensabile i posti nelle Rems (i “mini Opg”) insistono per costruire queste neo strutture manicomiali, trascurando i progetti terapeutico riabilitativi individuali alternativi all’internamento.
Si profila così il rischio non solo di un’ulteriore inaccettabile proroga, ma di uno stravolgimento della nuova legge: i vecchi Opg sarebbero sostituiti da nuove strutture regionali di tipo manicomiale. Ancora una volta la custodia e la segregazione delle persone al posto della cura e del reinserimento sociale.
Per questo stopOPG riprende la sua mobilitazione: l’obbiettivo resta abolire le parti del codice penale che tengono in vita l’Opg e quindi la logica manicomiale. E nel frattempo attuare questa buona legge, che ha finalmente considerato l’Opg, come era il manicomio, luogo “inadatto” alla cura e ha fornito concrete opportunità per chiuderli.

Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Patrizio Gonnella

Roma, 15 settembre 2014

 

Chiusura OPG, stopOPG al sottosegretario alla Salute De Filippo: incontro per verificare rispetto scadenze di legge

Il comitato nazionale stopOPG scrive al Sottosegretario alla Salute on. Vito De Filippo rinnovando la richiesta di incontro (vedi la nota del 3 giugno scorso) e chiede informazioni sullo stato di attuazione della Legge 81/2014 sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, in particolare per verificare il rispetto (non burocratico) di alcune scadenze (vedi lettera)

  • Entro trenta giorni (ndr: 1 luglio 2014): attivare presso il Ministero della salute un organismo di coordinamento per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari
  • Entro il 15 giugno 2014: Modifica dei Programmi regionali per ridurre le Rems e riqualificare i Dipartimenti di Salute Mentale.
  • Entro 15 luglio 2014: Presentazione dei percorsi terapeutico-riabilitativi individuali di dimissione di ciascuna delle persone ricoverate

Siamo naturalmente interessati all’applicazione di quanto prevede la legge, al di là delle scadenze sopraindicate

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