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Gisella Trincas eletta Presidente UNASAM

Comunicato stampa

 

Prosegue l’impegno delle associazioni dei familiari che lottano per il pieno riconoscimento della dignità e del diritto alla guarigione per le persone con sofferenza mentale

 

Gisella Trincas, presidente dell'associazione sarda per l'attuazione della riforma psichiatrica è stata eletta presidente UNASAM, L'Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale. L’Assemblea dei Soci dell’UNASAM ha eletto il nuovo consiglio direttivo confermando Antonella Barbagallo Vice Presidente e  Giancarlo Castagnoli Tesoriere e Segretario. I componenti del nuovo consiglio direttivo nazionale sono Alessandro Sirolli, Pasqualino Cirino, Anna Maria De Angelis, Nicola Scola, Roberto Pezzano, Valerio Canzian, Carmela Azzano e Cosimo Venerito. I Presidenti Onorari sono Ernesto Muggia e Girolamo Digilio.

 

L’assemblea dell’Unasam denuncia la costante violazione dei diritti umani delle persone che vivono l’esperienza della sofferenza mentale e invita il mondo della politica a considerare la salute mentale come bene primario da tutelare. Unasam sollecita il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e di tutti i luoghi di internamento. Obbiettivo principale dell’Unasam è il riconoscimento alle persone della propria dignità, libertà, e del diritto a guarire e vivere come tutti nella società. L'Unasam non vuole nuove leggi, ma l’applicazione urgente delle buone leggi che in Italia sono state fatte.

 

Bologna, Venerdì 7 Marzo 2014.

G.U. 25-1-2014 : Progetto regionale Lombardia. Comunicati stampa Camera penale e Partito Democratico Milano

Comunicato stampa

Comunicato della Camera Penale di Milano e  il comunicato stampa del Gruppo Consiliare Partito Democratico del Comune di Milano (a firma Alessandro Giungi Presidente della Sottocommissione Carceri e Mirko Mazzali Vice Presidente della Sottocommissione Carceri), relativi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 25 febbraio 2014 del decreto del 14 gennaio 2014 con il quale il Ministero della salute ha approvato il progetto regionale della Lombardia di costruzione di 4 strutture (Rems) che andranno a sostituire l'attuale Ospedale psichiatrico giudiziario.

 

StopOPG: NO a proroghe senza vincoli: proposte per l’ effettivo superamento degli OPG e il rafforzamento dei servizi di salute mentale

 

Per continuare il confronto che abbiamo aperto con il Ministero della Salute, della Giustizia e con il Parlamento, dopo gli incontri avvenuti a novembre e a dicembre 2013, crediamo utile avanzare alcune proposte. Come è noto, la Conferenza delle Regioni ha proposto un emendamento alla legge "milleproroghe" con cui chiede di rinviare al 1 aprile del 2017 la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Peraltro nella stessa Relazione al Parlamento sugli OPG dei Ministri della Salute e della Giustizia si scriveva apertamente della necessità di una simile proroga. La motivazione alla base della richiesta di proroga “di almeno quattro anni” è la necessità di tempi ulteriori “per avviare le procedure di gara per la scelta del progettista e dell’impresa esecutrice dei lavori” per la costruzione delle Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza  ( REMS).

Ribadiamo che rinviare ancora una volta la chiusura degli OPG - luoghi "indegni per un paese civile", come li ha definiti il Presidente Napolitano - è grave in sé, ma riteniamo sia intollerabile con una simile motivazione, che interpreta il superamento degli OPG come mera regionalizzazione degli stessi, e quindi come questione di “lavori pubblici”, innanzi tutto.  Con un dato paradossale: nelle REMS programmate dalle Regioni sono previsti mille posti, più degli attuali internati in OPG dato che la mobilitazione degli ultimi anni ha invertito il trend di crescita degli internamenti e ridotto a 836 il numero di persone attualmente in OPG.  Non era evidentemente questo lo “spirito” delle sentenze della Corte Costituzionale del 2003 e del 2004 né quello delle norme “originarie” per il superamento degli OPG, a partire dal DPCM del 2008. Atti ispirati ai principi introdotti nell’ordinamento dalla Legge 180 e dalla Riforma sanitaria, che dovevano finalmente, dopo la chiusura dei manicomi civili, interessare quelli giudiziari.

Ecco perché una ulteriore proroga della chiusura degli Opg è inaccettabile senza introdurre precisi vincoli di legge che favoriscano le dimissioni e le misure alternative alla detenzione, che frenino gli ingressi impropri (ad esempio gli invii in OPG come misura di sicurezza provvisoria ) e pongano fine alle proroghe della misura dovute in gran parte – ed è cosa nota - non alla pericolosità della persona ma all’incuria delle istituzioni che dovrebbero farsi carico di costruire un credibile progetto terapeutico riabilitativo individuale (PTRI). 

 

Cosa proponiamo di fare

Siamo convinti che la situazione attuale riproponga tre questioni che STOPOPG ha più volte evidenziato:

  1. Una vera e propria governance  del superamento degli OPG
  2. La modifica della Legge 9/2012 e della durata della misura di sicurezza detentiva
  3. Modifiche sostanziali del Codice Rocco

 

 

 1  E’ necessaria una vera e propria governance  del superamento degli OPG,

 in grado di stimolare e mettere in comunicazione i diversi attori interessati promovendo un loro agire non routinario.

Senza questa governance è fatale si verifichi ciò che abbiamo sotto gli occhi: il superamento dell’OPG derubricato a problema di lavori pubblici. Proponiamo perciò l’istituzione di una Autorità per il superamento degli Opg. A questa Autorità, composta paritariamente da rappresentanti dello Stato (Ministeri della Salute e della Giustizia) e delle Regioni e della Pubblica Amministrazione, va affidato il compito di accompagnare Regioni e ASL nel percorso di superamento degli OPG. Andrebbe inclusa tra le finalità di questo organismo la promozione di azioni quali la stipula di  protocolli di collaborazione tra Asl-DSM, Magistratura competente e DAP finalizzati: a garantire la consulenza, anche peritale, alla Magistratura da parte del DSM titolato a seguire la persona internata; alla presa in carico delle persone per il PTRI; a favorire le dimissioni e le misure alternative. Tali protocolli potrebbero assumere la forma di Accordi o di Intesa in Conferenza Unificata, o altre forme capaci comunque di introdurre pratiche virtuose nel funzionamento delle istituzioni.

L’Autorità per il superamento degli Opg vigila evidentemente sui tempi di attuazione del  superamento degli OPG, che vanno comunque fissati per legge con Intesa in Conferenza Unificata. Il Commissario (attualmente previsto al comma 9 della legge 9/2012) va individuato nell’ambito di tale Autorità.

 

 

 2  Sono necessari alcuni interventi di modifica della Legge 9/2012,

allo scopo di evitare che una sua rigida interpretazione si risolva in un indebolimento della normativa vigente (nota 1).
Occorre al contrario introdurre alcune disposizioni che a nostro avviso possono agevolare significativamente il conseguimento dell’obiettivo per cui pure la legge 9 è nata, ovvero il superamento dell’OPG.   In particolare, va modificato l’articolo  3 ter nei seguenti aspetti:

2.1. Il primo riguarda l’annoso e già citato problema della ampia quota di proroghe della misura di sicurezza dovute non alla pericolosità della persona ma all’incuria delle istituzioni che dovrebbero farsi carico di costruire un credibile progetto terapeutico riabilitativo individuale (PTRI).  I PTRI  devono essere resi obbligatori da disposizioni vincolanti che vanno introdotte nella legge, in modo da rendere più chiaro e cogente l’obbligo di presa in carico da parte delle Asl già previsto dal comma 6. Si deve disporre quindi che i programmi regionali di cui al comma 6 prevedano la presentazione obbligatoria dei PTRI, da parte di  ogni Asl/Dsm, entro 3 mesi dall’avvio dell’eventuale proroga. Vale a dire che tutte le Regioni devono disporre entro maggio dell’elenco nominativo di tutte le persone “dimissibili” e che entro il 1 luglio 2014 i DSM/Asl  “allertati” dalla Regione devono produrre un PTRI dettagliato e immediatamente esecutivo (nota 2)
Ciò serve, evidentemente, per rendere applicabile il comma 4, laddove prevede che “le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose devono essere senza indugio dimesse” (cosa che invece continua a non accadere e non cessano così le proroghe dovute alla mancanza di presa in carico da parte dei servizi nel territorio). Analogamente si provvede privilegiando misure non detentive si provvede nei confronti delle persone che la legge dispone non siano più ricoverate in OPG (e nemmeno in Rems) ma destinate al carcere (nota 3). Non possiamo dimenticare che il diritto all’assistenza sanitaria da parte delle persone detenute resta un drammatico vuoto da colmare.

2.2 Va anche affrontato il problema della durata della misura di sicurezza detentiva. Riteniamo sia realistico e urgente introdurre una disposizione che stabilisca che la durata massima della misura non può essere superiore alla durata della pena detentiva per il reato per il quale la persona è stata condannata. Questo anche allo scopo di evitare che il reiterarsi inerziale delle proroghe possa realizzare detenzioni abnormi per reati di scarso o nullo allarme sociale, o addirittura il  già tristemente noto fenomeno degli “ergastoli bianchi”.

2.3. Cruciale il tema dell’utilizzo dei Finanziamenti per i Budget di Salute. Le risorse correnti (comma 7 art. 3 ter) sono assegnate dalla Regione ai Dipartimenti di Salute Mentale delle singole Aziende Sanitarie Locali per finanziare i PTRI, tramite i “Budget di Salute”. Per evitare di indebolire ulteriormente i Dipartimenti di salute mentale, è necessario modificare la distribuzione delle risorse. Si propone che le risorse in conto capitale (comma 6) siano destinate prevalentemente (almeno nella misura del 70%) per consentire la costruzione o la riconversione di strutture finalizzate all’esecuzione di misure non detentive alternative al ricovero in Opg (e alle Rems) o all'assegnazione in Casa di cura e custodia (ad esempio per l’alloggio assistito). E in via residuale per la riconversione/realizzazione delle strutture richiamate dal comma 2 (Rems). A questo scopo, anche in ragione dell’eventuale proroga, le Regioni hanno tutto il temo per concordare con il Ministero della Salute come aggiornare/adeguare i programmi presentati per riconvertire le Rems.

2.3. E’inoltre necessario intervenire sul tema del personale, precisando che il personale, del SSN o “convenzionato” con esso, che si occupa delle persone destinatarie di misura di sicurezza deve essere  adibito esclusivamente a funzioni assistenziali.

2.4. Ci pare anche necessario, allo scopo di orientare e favorire l’azione dell’Autorità per il superamento degli OPG, prevedere un sistema che potremmo definire di “premi e sanzioni” . Prevedendo che costituiscano adempimenti delle Regioni, anche ai fini di premi e sanzioni ( e di eventuale commissariamento) ad esempio il rispetto delle previsioni relative all’obbligo di assicurare  i PTRI con relativo Budget di Salute, per favorire misure alternative, dimissioni ecc.; la  presentazione al Ministero dell’aggiornamento dei  Programmi di utilizzo delle risorse correnti (comma 7) e in conto capitale (comma 6).

2.5. Si propone infine di introdurre una modifica al comma 8 bis, che preveda debba essere presentata ogni anno (fino a data da stabilirsi …) la relazione al Parlamento attualmente prevista  solo per 2013.

 

 3  La terza questione: la modifica del Codice Rocco su cui riteniamo si debba intervenire è assolutamente decisiva per abolire gli OPG: è la  modifica della legge penale in tema di misura di sicurezza. Senza modifiche sostanziali del Codice Rocco non è possibile evitare gli effetti perversi della logica del doppio binario, che separa il destino del “reo folle” dal "reo sano” o dal “reo affetto da altre malattie". Questo tema va inserito nell’agenda parlamentare.

 

 


 

nota 1 - Il comma 1 dell’articolo 3 ter legge 9/2012 così dispone: Il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari già previsto dall’allegato C del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 30 maggio 2008, e dai conseguenti accordi sanciti dalla Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nelle sedute del 20 novembre 2008, 26 novembre 2009 e 13 ottobre 2011, secondo le modalità previste dal citato decreto e dai successivi accordi è disciplinato ai sensi dei commi seguenti.
 

nota 2 - Le ASL devono inscrivere nel PAL un capitolo di spesa adeguato in modo che il DSM possa disporre di idoneo budget (es. fino a €  50.000 anno e fino a 3 anni per ogni internato in dimissione). il Ptri va gestito dal del DSM, con un’attenta regia e con una puntuale coprogettazione in caso di coinvolgimento di servizi del privato. Al meglio dovrebbero essere molteplici le compagini sociali e istituzionali che partecipano al progetto.

nota 3 - Ad esempio utilizzando Codice Procedura Penale Art. 286. Custodia cautelare in luogo di cura: Se la persona da sottoporre a custodia cautelare si trova in stato di infermità di mente che ne esclude o ne diminuisce grandemente la capacità di intendere o di volere, il giudice, in luogo della custodia in carcere, può disporre il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, adottando i provvedimenti necessari per prevenire il pericolo di fuga. Il ricovero non può essere mantenuto quando risulta che l'imputato non è più infermo di mente.

 

Nerina Dirindin: "Inaccettabili ulteriori proroghe. Si acceleri su superamento definitivo"

Il tempo dell'attesa e' finito, occorre lavorare concretamente per l'effettivo e definitivo superamento degli OPG e il rafforzamento dei servizi di salute mentale

 

18 febbraio 2014. - "No ad una ulteriore proroga della chiusura degli OPG senza introdurre precisi vincoli di legge che favoriscano le dimissioni e le misure alternative alla detenzione", questa è l' appello unanime lanciato dai senatori del PD della commissione sanità del Senato e il comitato 'STOPG' al ministro della Salute e alle Regioni, in un incontro che si è svolto questa mattina a Palazzo Madama. 

 
"Il primo aprile scade il termine per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari - ricorda la senatrice Nerina Dirindin, capogruppo PD in commissione Sanità - e ci troviamo ancora una volta di fronte all'ennesima richiesta di proroga, almeno 4 anni, da parte della Conferenza delle Regioni per la costruzione delle Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza (REMS). Consideriamo inaccettabile il rinvio e intollerabile la motivazione. Non si può derubricare il superamento degli OPG, luoghi indegni di un paese civile, a mera questione di 'lavori pubblici'. Si tratta di garantire il diritto alla salute mentale dei detenuti superando una logica manicomiale che rischia di compromettere la vita futura di molte persone.  
 
Vogliamo quindi sollecitare il Ministro e le Regioni a dare risposte concrete e urgenti per il superamento degli OPG. Per questo proponiamo l'istituzione di una Autorità dedicata composta dai rappresentanti dello Stato (Ministeri Salute e Giustizia), delle Regioni e della pubblica amministrazione che vigili sui tempi di attuazione,una vera e propria 'governance' che coinvolga tutti gli attori interessati. Sono necessari precisi vincoli di legge che favoriscano le dimissioni e le misure alternative alla detenzione, che frenino gli ingressi impropri e pongano fine alle proroghe detentive dovute, più che alla pericolosità della persona, all'incuria delle istituzioni che dovrebbero farsi carico di costruire un credibile progetto terapeutico riabilitativo individuale (PTRI).  
 
Il tempo dell'attesa e' finito, occorre lavorare concretamente per l'effettivo e definitivo superamento degli OPG e il rafforzamento dei servizi di salute mentale".
 
 
 

Le Regioni chiedono il rinvio al 2017 della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

COMUNICATO StopOPG

 

La Conferenza delle Regioni ha proposto un emendamento alla legge "milleproroghe" con cui chiede di rinviare al 1 aprile del 2017 la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

La motivazione ufficiale in sintesi: non sono pronte le REMS, i cosiddetti mini Opg regionali, le Residenze in cui eseguire le misure di sicurezza detentive (vedi http://www.regioni.it/home_art.php?id=838)

Rinviare ancora una volta  la chiusura degli OPG - luoghi "indegni per un paese civile", come li ha definiti il Presidente Napolitano - è grave in sé, ma riteniamo sia intollerabile con una simile motivazione.

Ribadiamo che il problema non è il ritardo nella costruzione delle REMS, quanto piuttosto  il fatto che così facendo la chiusura degli attuali OPG determinerebbe  solo la “regionalizzazione” degli stessi. Per di più nelle REMS programmate dalle regioni sono previsti mille posti, più degli attuali internati !

Pur convinti che senza modifiche del Codice Rocco, alla base della misura di sicurezza detentiva in OPG, non si possa affermare sconfitta la logica del doppio binario, che separa il destino del “folle reo” dai "sani" (come al tempo dei manicomi), sappiamo che oggi il problema va affrontato:

  • attraverso il rafforzamento di una cultura della responsabilità e della presa in carico delle persone internate, da  parte dei dipartimenti di salute mentale, insieme ad una aumento delle risorse verso gli stessi
  • attraverso l'applicazione da parte della magistratura delle sentenze della Corte Costituzionale del 2003 e 2004 che favoriscono le misere alternative all’internamento

Per questo stopOPG insiste nel chiedere lo spostamento del finanziamento della Legge 9/2012 e dell’attenzione dei programmi regionali a favore dei “percorsi terapeutico – riabilitativi” , che assicurino il diritto alle cure e al reinserimento sociale.

Questo significa orientare i finanziamenti verso i Dipartimenti di Salute Mentale nei budget di salute.

Ecco perché una ulteriore proroga della chiusura degli Opg è inaccettabile senza introdurre precisi vincoli di legge che favoriscano le dimissioni e le misure alternative alla detenzione e pongano fine alle proroghe delle misure di sicurezza spesso motivate dalla mancanza di presa in carico da parte dei servizi nel territorio.
 

P. StopOPG
Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice

Sul convegno di Perugia: “Tutela della salute mentale e responsabilità' penale degli operatori dopo la chiusura degli OPG”

di Francesco Maisto

Sintetiche annotazioni a margine del dibattito sulla relazione del dr. Ferrannini ( Per una cura responsabile dei pazienti autori di reato) e mia (Decisione di sorveglianza e responsabilità medica) al Seminario pubblico della Regione Umbria e dell'Università di Perugia su "Tutela della salute mentale e responsabilità penale degli operatori dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari" il 17 gennaio 2014.
Seminario denso, molto seguito sia dai giuristi, dagli operatori della psichiatria del territorio, sia dagli operatori penitenziari.
Sono emerse con prepotenza due importanti questioni che rischiano di amplificare le posizioni critiche sulla chiusura degli Opg e/ o sulla conformazione delle "strutture" sostitutive".
In primo luogo, era prevedibile la riproposizione della contraddizione tra alleanza terapeutica, tipica del percorso volontario del paziente, ed induzione alla terapia del " reo- folle" per effetto di un provvedimento del Magistrato di Sorveglianza o del Tribunale di Sorveglianza, mentre non lo era la prospettata stretta relazione tra posizione di garanzia del medico e psichiatria difensiva.
In altri termini, taluni interventi amplificano la portata della sentenza della Corte di Cassazione (di "conferma") di condanna per i fatti di Imola, non solo estrapolando concetti astratti dalla narrazione dei fatti di quella Comunità, ma anche presentando quella decisione come un arresto giurisprudenziale in luogo delle tante sentenze della Cassazione di segno opposto. E questa rappresenta una prima circostanza idonea a mettere in guardia e sulla difensiva gli operatori.
In secondo luogo, viene distorto il significato complessivo e reale di alcune ordinanze del Magistrato di Sorveglianza di Firenze di revoca o di attenuazione della misura di sicurezza dell'opg. di Montelupo Fiorentino e contestuale "invio" del paziente al Servizio del territorio.
Quelle ordinanze si adeguano innanzitutto, al nuovo dettato normativo (pleonastico, ma rafforzativo) di revocare "senza indugio" la misura di sicurezza all'atto della cessazione della pericolosità sociale. E poi, con argomentazione sovrabbondante, al contempo inutile, discetta sulla posizione di garanzia del responsabile del Servizio.
Orbene, come e' noto, quel che conta è il dispositivo di qualsiasi provvedimento giurisdizionale e questi dispositivi non attribuiscono, come del resto non potrebbero, una posizione di garanzia ulteriore.
E così, il combinato disposto implementa una psichiatria difensiva supponendo come amplificata la formula della posizione di garanzia.
E' dunque importante una continua actio finium regundorum tra giustizia penale in fase esecutiva e quella psichiatrica implicata per statuto nella collaborazione per la realizzazione di percorsi di deistituzionalizzazione.

A Peppe Dell’Acqua il Premio Nonino 2014

Il 25 gennaio a Ronchi di Percoto (UD) la cerimonia di consegna dei premi

Nella motivazione che accompagna il conferimento del il Premio si legge: Psichiatra e scrittore ha combattuto sin dai primi tempi accanto a Franco Basaglia la lunga e perigliosa battaglia che ha portato, prima alla trasformazione e quindi alla chiusura degli ospedali psichiatrici, riforma fondamentale per la difesa di elementari diritti umani di persone per molto tempo ignorate o respinte nella loro sofferenza. Autore di numerosi testi sul disagio mentale che spaziano da rigorosi saggi scientifici a veri e propri racconti insieme documento clinico e romanzo di vite difficili.

Siamo orgogliosi e felici per il meritato riconoscimento ad un amico che ha dedicato la sua vita ad affermare diritti e dignità di persone sofferenti, e che oggi, tanto più dopo aver animato il recente Viaggio di Marco Cavallo con stopOPG, è impegnato a proseguire la sua battaglia nel Comitato per l’abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari.

p. il Comitato stopOPG
Stefano Cecconi, Denise Amerini

 

leggi ancora su: http://www.grappanonino.it/it/premio-nonino/


 

I Dsm della Lombardia non devono occuparsi dei destini dei pazienti con diagnosi psichiatrica autori di reato?

Interrogativi dopo la delibera 1004/ 29.XI.2013 della Giunta Maroni

 

La giunta regionale della Lombardia ha deliberato il 29 novembre u.s. in tema di assistenza alle persone ristrette nelle libertà licenziando il provvedimento n. 1004 Piano di azione per il reinserimento delle persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria- biennio 2014-2015. La gestione politica delle iniziative è in capo a Maria Cristina Cantù, assessora a Famiglia, solidarietà sociale e volontariato, mentre quella amministrativa è in capo alle singole Asl.

Gli interventi previsti sono a favore:

  • delle persone adulte presenti negli istituti di pena, con pena definitiva inferiore a 3 anni, delle persone in esecuzione penale esterna e di quelle in condizione di particolare vulnerabilità (internati in opg, tossicodipendenti, stranieri);

  • dei minori segnalati agli uffici di Servizio sociale minorenni; di quelli presi in carico dagli stessi; di quelli ospiti dei CPA e dell’IPM “Beccaria”, di quelli ospiti nelle comunità a seguito di misura penale e di quelli in condizione di particolare vulnerabilità, minori stranieri in particolare.

È istituito un Tavolo regionale comprendente lo staff dell’assessorato, il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, il Tribunale di sorveglianza, il Centro di giustizia minorile. A livello di ogni ASL è costituito un Gruppo interistituzionale territoriale composto da funzionari di ASL, Ufficio di Piano, Ufficio politiche del lavoro della Provincia, Istituto penitenziario, Ufficio esecuzione penale esterna, Ufficio servizi sociali minorenni. Per la ASL di Mantova, la sola ASL di Mantova, è prevista la presenza di un referente dell’opg (di Castiglione delle Stiviere) e del Dsm dell’Azienda ospedaliera “per le soluzioni possibili collegate alle dimissioni degli internati in opg che vengono affidati ai servizi del territorio”.

Osservazioni e commenti:

La deliberazione si muove in piena ortodossia “formigoniana”, nel rispetto cioè della separazione degli ambiti fra Sanità, assistenza, socio-sanitario, socio-assistenziale, fra Azienda ospedaliera e Asl, nella marginalizzazione dei Comuni. Ciò comporta complicazioni e farraginosità dei coordinamenti previsti (già ardui di per sé per il peso dei disagi esistenziali, delle povertà, del problematico esercizio dei diritti), ma produce anche delle assenze: mi riferisco, oltre alle assenze dei Comuni, a quelle delle Aziende Ospedaliere cui la Regione ha delegato a suo tempo le funzioni della sanità penitenziaria e a cui fanno riferimento i Dipartimenti di salute mentale (Dsm). Il risultato è sconcertante se si considera che sanità penitenziaria e Dsm dovrebbero, mi pare, svolgere un ruolo centrale nelle situazioni di vita citate.

Ma vi è una sola eccezione che riguarda il “Gruppo interistituzionale territoriale” presso la ASL di Mantova, nel quale sono presenti opg e Dsm. Tale scelta può stare a significare che lo staff dell’opg di Castiglione delle Stiviere garantisce il massimo di affidabilità e delle competenze professionali disponibili per la gestione ottimale dei destini di tutte le persone internate per tutto il territorio regionale. Non si capisce invece il perché della presenza del Dsm di Mantova, che si occupa, o si dovrebbe occupare, solo delle pochissime persone mantovane internate. È vero che al Dsm/opg dell’Azienda ospedaliera di Mantova (a questo punto, ormai, una cosa sola) la giunta regionale intende affidare la gestione di 120 dei 240 posti letto lombardi delle Residenze previste per la chiusura degli opg; ma non si capisce come potrebbe lo staff del Dsm/opg di Mantova occuparsi responsabilmente, con conoscenza di causa, dei percorsi per il reinserimento delle persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria di tutta la Regione. Così il Piano di azione si riduce a un gran giro di carte e relazioni piuttosto che di prese in carico e dimissioni.

Un quesito però va sollevato: se la Giunta regionale ha ritenuto di costituire una eccezione per il Dsm di Mantova, vuol dire che tutti gli altri Dsm lombardi, si pensi a quelli milanesi, che hanno decine e decine di internati, di persone che ben conoscono per essere stati loro utenti, devono ritenersi esonerati dal doversi occupare dei “propri pazienti” con diagnosi psichiatrica, una volta che abbiano compiuto un reato?

O questa è una materia dell’assessore alla Sanità nella quale l’assessora all’assistenza non può “mettere becco”?

Ancora una volta, c’è qualcuno che risponde delle politiche per la salute mentale in Lombardia?

 

Luigi Benevelli

 

Mantova 23 dicembre 2013

 

Report incontro tra la Ministra della Giustizia Annamaria Cancellieri e una delegazione del comitato nazionale stopOPG

Report incontro STOPOPG - Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri

 

Roma 23 dicembre 2013

 

Si è svolto il 23 dicembre l’incontro tra la Ministra della Giustizia Annamaria Cancellieri e una delegazione del comitato nazionale stopOPG (Denise Amerini, Stefano Cecconi, Girolamo Digilio, Maria Grazia Giannichedda, Alessio Scandurra; con Antonella Calcaterra e Alessandro De Federici, entrambi dell’Osservatorio Carceri Unione Camere Penali Italiane). Hanno partecipato all’incontro dirigenti collaborat-rici/ori della Ministra e del Dipartimento dell’amministrazione penitenziario DAP.

In apertura, la Ministra si è complimentata per il “grande lavoro” (così lo ha definito) fatto da stopOPG e per il Viaggio con Marco Cavallo, e ha ribadito che il Ministero della Giustizia, avendo nella sua responsabilità la condizione delle persone private di libertà o sottoposte a misure restrittive, è anche responsabile della tutela della loro salute, che è affidata, come per tutti, alle strutture del servizio sanitario nazionale. Di qui l’attenzione e l’impegno del Ministero sulle problematiche relative sia alla salute mentale della popolazione carceraria che al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. 

In conclusione, due impegni importanti:

1. il DAP metterà a disposizione di STOPOPG  dati aggiornati e accurati sulle persone internate (provenienza geografica e istituzionale, tipologia di internamento, proroga ecc. );

2. con un prossimo incontro nella prima metà di gennaio proseguirà l’interlocuzione di STOPOPG con gli uffici del Ministero della Giustizia, sia sulla prossima scadenza del provvedimento di chiusura degli OPG che sui problemi di più lungo respiro relativi alla salute mentale delle persone in condizioni di detenzione e in misura di sicurezza.

Questi, in sintesi, i passaggi dell’incontro:

  • Anche al Ministro della Giustizia abbiamo ribadito innanzi tutto che STOPOPG nasce per abolire l’ospedale psichiatrico giudiziario, il che è ben diverso dalla semplice chiusura dei sei attuali istituti e impone, come è chiaro, una modifica del codice penale in tema di imputabilità e di misura di sicurezza. Ma oggi è già possibile, grazie alle numerose sentenze della Corte Costituzionale, ridurre fortemente il ricorso alla misura di sicurezza e lo scandalo delle proroghe infinite, a condizione che le Regioni, e in particolare i Dipartimenti di salute mentale, lavorino di concerto con la magistratura utilizzando le possibilità offerte da quelle sentenze e sperimentate in diverse sedi. Per questo il viaggio recente di Marco Cavallo aveva tra i temi centrali l’apertura di servizi di salute mentale 24h, insieme alla preoccupazione che le REMS ( Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza) realizzino la moltiplicazione dell’uso della misura di sicurezza in “miniOPG” regionali.
  • Questa preoccupazione è rafforzata, come abbiamo detto alla Ministra, proprio dalla  “Relazione al parlamento sullo stato di attuazione dei programmi regionali relativi al superamento degli OPG”: non è accettabile che i programmi regionali (e i relativi finanziamenti) siano destinati quasi esclusivamente per costruire le nuove Residenze in cui eseguire la misura di sicurezza (REMS). Tanto più che i posti letto “programmati” sono praticamente pari al numero degli internati di oggi, tra i quali vi sono – ed è un altro dei temi alla base della nostra mobilitazione -  gli internamenti per reati “bagatellari” e le proroghe per assenza di alternative. Che si tratti di un applicazione distorta della legge 9/2012 o di una sua diretta conseguenza, per noi non è comunque accettabile: bisogna porvi rimedio.
  • Abbiamo perciò chiesto che il Ministero della Giustizia e quello della Salute agiscano “di concerto” (è previsto dalle norme in materia !) e che si lavori da subito e nei prossimi mesi intanto per ridurre considerevolmente il numero di internati: sia organizzando le dimissioni, che con misure alternative a quelle detentive (anche per quei detenuti ora in Opg che devono rientrare in carcere), e intervenendo per far cessare proroghe all’internamento (tanto più se motivate dalla mancanza di assistenza da parte dei servizi nel territorio).
  • Ciò vuol dire concertare con le Regioni tutto ciò che serve a queste finalità. E significa ri-orientare anche l’attenzione dei programmi regionali e i finanziamenti verso i Dipartimenti di Salute Mentale.
  • Si è convenuto che servono interventi su più livelli, alcuni tra Ministeri d’intesa con le Regioni anche per indicare e favorire “buone pratiche” (che pure ci sono), altri di tipo normativo: anche agendo attraverso la  legge, in questo caso con quella che dovesse disporre un’ulteriore proroga della chiusura degli Opg, che per noi sarebbe inaccettabile senza vincoli precisi.

Stefano Cecconi, Maria Grazia Giannichedda

Sull’argomento: Report incontro stopOPG Sottosegretario alla Salute Fadda

 

Report incontro stopOPG con Sottosegretario alla Salute Paolo Fadda. Consegnata la Relazione del Governo al Parlamento sugli OPG

Report incontro stopOPG - Sottosegretario alla Salute Paolo Fadda

Roma 18 dicembre 2013

Si è svolto oggi l’incontro tra il Sottosegretario alla Salute Paolo Fadda e una delegazione del comitato nazionale stopOPG (Adriano Amadei Denise Amerini, Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Peppe Dell’Acqua, Girolamo Digilio,).

L’incontro, era stato richiesto, in particolare, per conoscere la natura dei Programmi di utilizzo del finanziamento presentati dalle Regioni sul superamento degli OPG. Ed è stata l’occasione per raccontare del grande Viaggio di stopOPG con Marco Cavallo.

Il sottosegretario Fadda (che con DM 18.7.2013 ha delega del Ministro in materia di Ospedali Psichiatrici Giudiziari) ha consegnato la “Relazione - dei Ministri della Giustizia e della Salute - sullo stato di attuazione dei programmi regionali relativi al superamento degli OPG (in allegato), appena inviata al Parlamento.

Nella Relazione risulta evidente quello che già avevamo denunciato: come la legge 9/2012 sia stata utilizzata dalle regioni, in gran parte, con programmi che richiedono di utilizzare le risorse in conto capitale (173 milioni), per costruire le nuove Residenze in cui eseguire la misura di sicurezza (REMS con 990 posti letto, pari al numero degli attuali internati !). E sempre nella Relazione risulta chiaro che i tempi di “costruzione” delle REMS (tabella pagina conclusiva) vanno ben oltre il termine previsto per la chiusura degli attuali OPG (1 aprile 2014); e infatti si indica chiaramente come inevitabile un’ulteriore proroga di tale termine (pagina 13 Relazione).

Abbiamo ribadito che il problema non è il ritardo nella costruzione delle REMS, quanto piuttosto evitare che la chiusura degli attuali OPG si trasformi in una mera “regionalizzazione” degli stessi (proprio con le REMS si rischia l’apertura di decine di manicomi regionali). Per questo bisogna concentrare il finanziamento e l’attenzione dei programmi regionali sui percorsi di dimissione e sulle misure alternative a quelle detentive, previste dalle norme vigenti e dalle sentenze n. 253/2003 e 367/2004 della Corte Costituzionale. Questo significa orientare i finanziamenti verso i Dipartimenti di Salute Mentale.

E che ciò sia possibile lo dimostrano le dimissioni di oltre mille persone internate avvenute nel triennio 2010-2012 (si vedano pagine 4 e 5 della Relazione).

Tuttavia, sempre dalla Relazione, risulta che a dimissioni seguono sempre nuovi ingressi in Opg, e continue proroghe all’internamento. A conferma che, per abolire definitivamente la logica manicomiale - cioè un trattamento speciale per i “folli autori di reato”, diverso da quello usato verso i “cittadini sani” - bisogna modificare il Codice penale e gli istituti giuridici alla base dell’Opg. Si è dunque ben consapevoli che questa situazione condiziona anche il processo di superamento degli attuali Ospedali Psichiatrici Giudiziari, e a maggior ragione bisogna scongiurare l'apertura al loro posto di miniOpg/manicomi regionali, che verrebbero presto “riempiti” da nuovi ingressi.

Abbiamo detto che l’orrore dei manicomi giudiziari sta anche nelle condizioni indecorose, di degrado degli ambienti, nel sovraffollamento, ma soprattutto sta nell’insensatezza dell’Opg che perpetua la logica manicomiale, in cui si sospende ogni diritto di cittadinanza e si rende impraticabile cura e riabilitazione.

Per questo abbiamo chiesto di proseguire il confronto, e ribadito che una ulteriore proroga della chiusura degli Opg è inaccettabile senza introdurre precisi vincoli: che favoriscano le dimissioni e le misure alternative alla detenzione, e sulla cessazione delle proroghe all’internamento (tanto più se motivate dalla mancanza di assistenza da parte dei servizi nel territorio).

In questo senso un primo segnale positivo, pur se insufficiente, è la parte della Circolare del Ministero della Salute (28.10.2013) che prevede di assegnare da subito anche ai DSM le risorse di parte corrente (38 milioni nel 2012 e 55 milioni ogni anno dal 2013).

Il sottosegretario Fadda presentando la Relazione, ha sottolineato che il superamento degli OPG è un percorso difficile, complicato da ragioni anche di carattere culturale (per superare stigma e pregiudizi ancora persistenti, in questo caso che associano malattia mentale a pericolosità sociale) e reso ancor più arduo dalla debolezza di molti servizi sociali sanitari e di salute mentale nel territorio. E, pur non condividendo tutte le critiche di stopOPG (in  particolare quelle sulle Rems), si è reso disponibile al confronto (come riporta la Relazione soprarichiamata: “nell’ambito di un progetto che nel rispetto della dignità umana e della salute dei pazienti garantisca le soluzioni alternative adeguate in termini di assistenza sanitaria e sociale”).

Abbiamo confermato la disponibilità al confronto, che dunque ci auguriamo prosegua.

Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice

 

 

P.S.

Lunedì 23 dicembre stopOPG incontra il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri

PSICHIATRIA DEMOCRATICA: Proposte, propositi e riflessioni intorno all’OPG.

Nei giorni scorsi una delegazione di Psichiatria Democratica ( composta dai dr. S. Di Fede, G. Loffredo, E. Lupo e G. Ortano) è ritornata ancora una volta – ci  siamo augurati l’ultima - nell’OPG di Aversa per incontrare il personale e verificare, insieme, lo stato di attuazione del programma di dismissioni così come previsto per legge nel nostro Paese, nel mentre circola, insistentemente, la voce che ci sarà una nuova proroga del termine stabilito e così di tutto quanto era stato realizzato dalla Commissione Marino, non resterà che un ricordo sempre più sfocato. E così apprendiamo che le persone ristrette lì sono oltre 150 ( e di questi ben 19 stranieri verso i quali dovremmo prestare molta attenzione circa la loro futura destinazione) tra campani in numero di 50, mentre la classifica è capeggiata dai laziali che sono ben 60 e 12 gli abruzzesi e poi via via altre puntiformi presenze. Tante difficoltà, insomma, tanti ritardi nei processi di presa in carico del’utenza da parte di Dipartimenti, ASL e Regioni ma anche nuovi invii, come una sorta di tela di Penelope che non consentirà di mettere il catenaccio a quei luoghi di sofferenza. A testimoniare che lo sforzo istituzionale per apporre il cartello “Closed” ai sei OPG attivi nel Paese non è ancora concluso lo prova, anche, quanto abbiamo recentemente letto in questi giorni al Saporito, dove troneggia un manifesto che da notizia di una prossima iniziativa, dove vari artisti sono impegnati ( e del cui spirito di solidarietà, non dubitiamo) in uno spettacolo per “ l’arte che libera  la speranza”. E ci siamo ancora una volta domandati: ma non li avevamo già chiusi con apposita legge questi inferni? Siamo ancora alla percezione che occorre solo sperare per farlo? O tutto è stato già vanificato da un sistema carcerario che coerentemente alla propria funzione sta recuperando logica e quanto ne consegue?
Non si può tacere la meraviglia che si prova visitando (ancora) un OPG … Li hanno rimessi a nuovo… Li hanno cioè ripuliti, ne hanno ricambiato l’aria, in qualche caso ridipinto le pareti (specie quelle delle Direzioni…).  E gli internati ricevono accorte posologie di farmaci ed attenzione da parte dei medici che, ci auguravamo, dovessero diventare, in questa ultima fase, soprattutto, “operatori ponte” in grado di congiungersi ad altri “operatori ponte” del territorio e, così, costruire la via di uscita dal circuito carcere/manicomio impersonificato dagli OPG. Così la tela continua ad essere tesa e le celle restano lì,  insieme alle chiavi ed ai cancelli che separano quegli uomini dalle proprie menti e dalla  salute e dalla speranza…. Le “stecche” continuano a essere l’eterna condanna di quel  tartaro mondo… e si sommano l’une alle altre, proroghe di anni per mancanza di responsabilità (colpa?) da parte di Regioni, ASL, DSM e Medici che sostengano il diritto (la legge non basta: occorrono giudici che obblighino) a liberarsi da quel labirinto che ingoia risorse ingenti, fagocita qualche buon proposito di chi ci lavora, distrugge menti e produce disperazione e un angosciante smarrimento.
 Quando la commissione Marino li visitò ne rivelò l’inefficienza, ma su tutto l’inutilità, che noi con pochi altri andavamo testimoniando da decenni. Se l’inutilità è stata poi cassata per Legge (Severino), l’efficienza della loro funzione, recuperata nella logica securitaria, non è stata di fatto impedita, anzi curata e conseguita… Gli OPG continuano infatti ad accogliere nuovi disperati, nuove marginalità, garbugli nosografici. E a lustrare sè stessi. Così si  rimanda la trascrizione della parola fine.
Napoli 12 dicembre 2013

Risposta del Ministero della Salute

22 novembre 2013

Risposta del Ministero della Salute all'ultima interrogazione da noi presentata sullo stato di attuazione della legge di chiusura degli opg.

 

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