OPG superamento

Comitato Regionale StopOPG Sardegna: al via la campagna "un volto un nome"

  • Articolo pubblicato da "il manifesto sardo" - leggi
  • Il servizio del TG3 RAI Sardegna sulla campagna "un volto un nome" e l'intervista a Roberto Loddo del Comitato regionale StopOPG sardegna

 

StopOPG scrive a Governo, Regioni e Commissione d’inchiesta SSN sull' applicazione della legge per il superamento degli OPG

Tra meno di dieci mesi, al 1° febbraio 2013, scade il termine fissato dall’articolo 3 ter della legge n. 9 del 17 febbraio 2012 per il completamento del processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Mentre oltre 1.300 persone (D.A.P. dicembre 2011) restano internate nei vecchi OPG - non ci risulta che il numero degli/lle   internati/e sia diminuito né che in generale le Aziende sanitarie locali e i Dipartimenti di salute mentale stiano organizzando presa in carico e dimissioni - si stanno preparando i nuovi “mini OPG” regionali, magari a gestione privata.

 

 

Comitato Regionale StopOPG LOMBARDIA: resoconto dell'incontro con la Regione Lombardia del 19 aprile

Incontro di giovedì 19/4/2012 StopOPG con il dr. Carlo Lucchina e il dr. Franco Milani presso la Direzione generale dell’assessorato alla sanità Regione Lombardia

La delegazione del Comitato Lombardo Stopoopg (Villa, Benevelli, Baccalini, Ciardiello) valuta positivamente questo primo incontro.

Si è ha avviato uno scambio di informazioni ed idee utile ai fini della conoscenza dei percorsi in discussione e dello stato della chiusura/superamento degli opg, in particolare di Castiglione d/S.

Registriamo da parte della Direzione Generala Sanità una particolare attenzione nei confronti del comitato stopog lombardo, riconosciuto non solo come un soggetto portatore di interessi legittimi, ma anche come una realtà "ricca" di saperi ed esperienze sul campo.

A fronte di ciò la DG sanità ha manifestato disponibilità ad un coinvolgimento del Comitato nel percorso di applicazione della Legge che si determinerà nei prossimi mesi.

Da parte della Regione è stato sottolineato:

• che l’approvazione della legge 9/2012 ha sorpreso la Regione Lombardia che stava lavorando sull’idea di avere la “soluzione in tasca”, gestendo le sezioni opg di Castiglione delle Stiviere.

• delle difficoltà/quasi impossibilità a rispettare le date indicate dalla legge 9/2012 (chiusura entro 31.03.012).

• di stare conducendo un intenso lavoro a Roma nella Commissione, in sintonia con Emilia e Campania, a fronte dello scarso impegno di tutte le altre Regioni.

• dell’assente rapporto, sia a Roma che a Milano, con la Magistratura nel suo insieme, in specie con quella inquirente che con le sue autonome decisioni “alimenta” l’afflusso agli opg e l’assegnazione dei “rei folli” agli stessi. Positivo invece il rapporto con la Magistratura di sorveglianza che opera in condizioni di grande difficoltà.

• della avvenuta, positiva collocazione di circa 300 persone in uscita dagli opg, in gran parte in strutture residenziali del territorio. Questo frutto del lavoro di collaborazione fra gli psichiatri di Castiglione e i Dsm.

• della mancanza di rapporti utili ed efficaci con la Regione Piemonte (che gravita sul bacino di competenza dell’opg di Castiglione).

• del difficile lavoro dei sanitari nelle carceri per quanto riguarda l’autonomia e la responsabilità degli stessi quando vi è contrasto con le Direzioni degli istituti penitenziari.

• della proposta (non accolta) di concordare una sorta di scheda per ciascuna delle persone internate in cui registrare il percorso giudiziario, istituzionale opg, dell’uscita dall’opg, della sua collocazione di vita quotidiana.

• della scelta di attivare 4 strutture di 20 letti per le internate e gli internati lombardi e di intervenire sul complesso di Castiglione d/S per attivare altre unità di trattamento, dopo radicali interventi di ristrutturazione.

Da parte nostra abbiamo sottolineato:

• il dovere di arrivare a dare “un nome, un volto” a tutte le persone internate. Al riguardo, l’argomento che si oppone, quello della “tutela della privacy” , pare usato a coprire e perpetuare la più ampia discrezionalità delle scelte della Magistratura e dell’Amministrazione più che a garantire la sfera privata di persone prive di diritti.

• il dovere di assumere la de-ospedalizzazione dei trattamenti come criterio di giudizio e come obiettivo da realizzare (in altri termini, per parlare della Lombardia, se Castiglione è l’”eccellenza” tra i manicomi giudiziari, il problema è oggi come dovrebbe essere l’”eccellenza” in un assetto de-manicomializzato dei servizi).

• l’elevata percentuale rispetto alla popolazione lombarda dei pazienti lombardi internati negli opg è indice di difficile funzionamento complessivo dei Dsm regionale, aspetto che andrebbe messo a fuoco per avviarne i rimedi.

• l’opportunità di progettare occasioni e percorsi di aggiornamento per tutti gli operatori sanitari e penitenziari coinvolti nella chiusura/supermento degli opg.

 

Prime conclusioni

I dirigenti dell’amministrazione regionale con cui abbiamo parlato e che hanno ascoltato con rispetto e attenzione le nostra argomentazioni, si muovono ovviamente nella logica e nelle regole della politica del Governo regionale, a partire dalle risorse disponibili e del quadro di sistema regionale.

Per questo dobbiamo sapere che una efficace e solerte gestione della chiusura degli opg deve fare i conti con gli ostacoli costituiti da:

1. la separazione fra sanità e assistenza in due assessorati diversi e in conflitto fra di loro per la dotazione delle risorse;

2. l’assenza di un Ufficio regionale per la salute mentale;

3. la separazione fra sanità ospedaliera e quella di territorio in aziende diverse;

4. la voluta assenza del coinvolgimento delle autonomie locali nel governo delle politiche di assistenza sanitaria;

5. Il coinvolgimento del privato accreditato;

Occorre a questo punto monitorare con attenzione le azione dei prossimi mesi della Regione, anche in relazione agli sviluppi ed alla discussione nazionale; come Comitato Lombardo dare corso alle decisione assunte a partire dal confrontarsi con le forze politiche Regionali.

In particolare vi è la necessita di porre attenzione rispetto all'idea manifestata dalla DG Sanità circa il "recupero" della struttura di Castiglione delle Stiviere. Da quanto appreso, le quattro strutture "sperimentali" da venti letti che dovrebbero essere aperte in luoghi diversi da Castiglione, finirebbero con il sommarsi agli ottanta letti di Castiglione ("c'è il forte rischio che ciò avvenga"), creando un eccesso di posti letto, che si può leggere come un atteggiamento preventivo del fallimento della legge 9 testé varata; il fabbisogno della Lombardia, nella prospettiva della dimissione dei non socialmente pericolosi, dovrebbe ridursi a una manciata di posti letto.

Diventa poi importante l'iniziativa programmata per il mese di giugno, dove si proverà a mettere a confronto istituzioni, politica, magistratura e amministrazione penitenziaria, in una fase del percorso che a giugno potrebbe essere meglio delineata.

Nella prossima riunione del Comitato Lombardo Stopopg, del 17 maggio, valuteremo anche la possibilità prospettata dalla Regione di un coinvolgimento formale a qualche non ben definito " tavolo" di lavoro regionale.

 

Milano, 23 aprile 2012

p. Il Comitato Lombardo Stopopg

Alberto Villa

Comitato Regionale StopOPG Marche: il servizio del TG3

Nasce anche nelle Marche il Comitato Regionale per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Il comitato è composto da 25 associazioni ed è stato presentato il 17 marzo 2012.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Roberto Ghiselli segretario regionale CGIL, Gabriele Paolucci segretario organizzazione CGIL Marche, Stefano Domenichelli dell'UNASAM e Paolo Pittori Presidente dell'Auser

Accordo Conferenza Unificata del 13-11-2011

Accordo ai sensi dell'art. 9 del Dlgs 28 agosto 1997, n. 281 sul documento recante "Integrazione agli indirizzi di carattere prioritario sugli interventi negli OPG e nelle Case di Cura e Custodia di cui allegato C al DPCM 1 aprile 2008.

Costituito il Comitato regionale StopOPG Piemonte

Prossima riunione: giovedì, 19 aprile 2012, ore 18.00

c/o ALMM, via Vanchiglia, 3, Torino

 

Contatti: comitatostopopgpiemonte@gmail.com

 

 

StopOPG sollecita incontro al Ministro della Salute Balduzzi

Egregio Ministro,

dopo il rinvio dell'incontro fissato per il 15 marzo u.s., le abbiamo scritto (e-mail del 21.3.2012) per poter stabilire una nuova data.

Ci permettiamo di insistere, pur consapevoli dei suoi impegni, per poterla incontrare a breve, anche considerati i tempi previsti per l'Intesa Stato Regioni preliminare al Decreto concernete l’attuazione dell'articolo 3 ter della Legge n. 9 del 17 febbraio 2012 sugli ospedali psichiatrici giudiziari.

Inoltre, abbiamo già espresso viva preoccupazione ("dagli ospedali psichiatrici giudiziari ai manicomi privati ?") sia sui contenuti della bozza di decreto che è stata diffusa (il sole 24 ore sanità del 7/4/2012) che sulla mancanza di iniziative per procedere con le dimissioni delle persone internate, così come previsto anche dalla citata legge 9/2012.

In attesa di riscontro, cordiali saluti p. Il Comitato STOP OPG
Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice

 

 

 

Report dell'incontro Comitato Regionale Veneto

Comitato stampa

Il prossimo 28 Maggio a Padova si terrà a Padova la presentazione del Comitato stopopg Veneto in un iniziativa pubblica alla quale abbiamo invitato anche la Regione Veneto.
Il Comitato, che si batte per la chiusura degli ospedali psichiatri giudiziari, già il 26 marzo, ha ottenuto un incontro e confronto con i funzionari regionali delegati dall' Assessore alla Sanità Luca Coletto. In quest’occasione, volta a presentare le finalità del Comitato, ci è stato reso noto il quadro complessivo delle azioni che la Regione sta mettendo in campo per dare attuazione al Dpcm del 1 aprile 2008, e per l'applicazione della legge 9 del febbraio 2012 che prevede la chiusura dei 6 opg esistenti entro marzo 2013 .
Ci è stato comunicato che la Regione monitora ormai da qualche anno , in collaborazione con i Dsm , la situazione degli internati provenienti dalla nostra regione. I dati regionali più aggiornati attestano che a Reggio Emilia vi sarebbero 48 persone, confluite lì a seguito ai provvedimenti messi in atto per rendere attuativo il dpcm del 2008 (che prevede, tra l’altro, il trasferimento delle persone internate altrove nell’'OPG di competenza regionale prossimo al proprio territorio) A questi vanno aggiunte 7 donne che si trovano a Castiglione delle Stiviere. Per tutte queste persone ( il cui numero esatto andrebbe però verificato) la Regione ha chiesto ai Dsm di riferimento dati dettagliati su diagnosi, stato attuale di salute e condizioni di dimissibilita' . Secondo la Regione queste persone sarebbero già in carico ai servizi, ma .soltanto per alcune di esse si sta attuando un progetto personalizzato mentre la maggior parte di questi internati e' giudicata dai servizi di salute mentale di competenza non dimissibile per ragioni che vanno da pregressi fallimenti di dimissioni già attuate, diagnosi e disabilita multiple, cronicità grave etc.. La regione ha comunque deliberato ( n.2089 del 7-12-2011 ) l'erogazione di 400.000 euro per il progetto " intervento di riabilitazione e reinserimento sociale per persone dimesse dall' opg ed in carico al servizio territoriale, quale incentivo per i Dsm affinché avviino quanto prima i progetti personalizzati e provvedano ad attuarli.
Siamo stati informati anche del progetto di realizzazione a breve, come previsto dal dpcm 2008, ( dgr del 30-12-2010) e per la quale sono già stati stanziati i finanziamenti, di una “struttura intermedia di accoglienza per l’inserimento dei pazienti psichiatrici attualmente internati in opg e dimissibili” a valenza sperimentale, che avrà sede nel veronese ( ULSS 21) e dovrebbe essere la prima delle due previste entro il prossimo anno.
Ci è stato inoltre reso nota la costituzione di una commissione regionale di cui fanno parte 4 direttori di Dsm ( dr. Angelozzi, dr Cuccato, dr. Besana, dr.Ramacciotti) insieme al dr. Rampazzo e alla dr.ssa Bassetti) che sta studiando le modalità di attuazione della legge 9 e progettando l'avvio di una struttura ad alta sorveglianza a Venezia - Giudecca che dovrebbe prevedere due sezioni da 20 posti letto ciascuna. Secondo i funzionari regionali, , la Regione con la creazione di questa struttura ad elevata protezione si limita a dare l'attuazione a quanto previsto dalla legge in considerazione dei dati epidemiologici disponibili che calcolano il fabbisogno di un numero di posti letto pari a 1 per 100.000 di abitanti. ( per il Veneto ne occorrerebbero perciò 50).
Come Comitati stopopg, Veneto, abbiamo espresso forte preoccupazione per questa decisione e sottolineato la problematicità di questi dati, che non vanno assunti fideisticamente, nonché la complessità e la delicatezza della fase di passaggio avviata dal mutamento della legislazione in
oggetto. Temiamo infatti che le nuove strutture previste dalla legge prefigurino uno scenario che rischia di riprodurre e di moltiplicare , in miniatura, i manicomi giudiziarii avvallando l’equazione sofferenza mentale/ pericolosità che da oltre trent’anni la legge 180 ha radicalmente rovesciato.. Già da questo primo incontro,abbiamo chiesto alla regione di muoversi con cautela rispetto a queste indicazioni normative, attraverso una valutazione critica reale del fabbisogno regionale, delle storture indotte dalle pratiche di internamento attualmente vigenti, dalle contraddizioni che questo dettato legislativo ha con l'attuale legislazione in materia di salute mentale,. Abbiamo espresso inoltre la necessita che la Regione solleciti i servizi di salute mentale a rivedere il verdetto di 'indimissibilita ", nonostante il venir meno della pericolosità sociale, espresso a proposito della maggior parte delle persone ancora internate mettendo a punto progetti territoriali e di rete che possano restituire loro il pieno diritto di cittadinanza e la revoca dei cosiddetti “ergastoli bianchi” a cui troppo spesso queste persone, spesso autrici di reati minori, finiscono per essere condannati.
Il comitato stopopg invita tutti i cittadini che si battono per la tutela dei diritti, ad appoggiare questa battaglia di cività e a farsene partecipi. Per informazioni ulteriori cfr. www.stopopg.it
Comitato veneto stopopg,
rif. 3388603921

 

- e' stata costituita una sezione "psichiatrica" di osservazione nel carcere di Verona , con 5 posti letto in cui i detenuti possono rimanere per un periodo massimo di un mese. Questa sezione dovrebbe monitorare le situazioni critiche, ovvero le condizioni di quelle persone che rischierebbero di finire impropriamente in opg. Non e' chiaro però se a seguito dell' osservazione, all' interno del carcere vengano poi attivati sostegni capaci di prevenire l'eventualità sopra indicata.

Dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ai manicomi privati ?

La notizia è pubblica ( il sole 24 ore sanità del 7/4/2012): l'ultima bozza di decreto per applicare la nuova legge (9/2012) sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari stabilisce che le strutture residenziali in cui ricoverare gli attuali internati negli OPG potranno essere realizzate e gestite dalle Aziende sanitarie, tramite i dipartimenti di salute mentale (DSM), o dal privato sociale e imprenditoriale. 

Di male in peggio: avevamo già criticato la nuova legge sugli OPG (uno specifico articolo del decreto "svuota carceri"), perché invece di privilegiare la presa in carico degli internati da parte dei Dipartimenti di Salute Mentale con Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali, così da permettere l'effettiva costruzione di percorsi alternativi agli OPG, rischia di concentrare tutto sulla creazione di "miniOPG" in ciascuna regione, perpetuando la logica manicomiale, con il tragico binomio cura/custodia.

Ora rischiamo addirittura il business, alimentato obbligatoriamente dalla spesa pubblica (dato che il ricovero è disposto dalla magistratura) e a pagare saranno le Asl (e lo Stato qualora sia prevista la vigilanza esterna). Mentre è inquietante l'idea che potrebbero essere soggetti privati a realizzare e gestire strutture detentive. 

Un disastro, uno stravolgimento di quello che doveva essere il processo di superamento degli OPG: chiediamo al Ministro della Salute la convocazione urgente dell'incontro, che pure aveva convocato e poi rinviato. Al Presidente della Conferenza delle Regioni, che abbiamo già incontrato, chiediamo un immediato intervento. Come auspichiamo una decisa azione del Ministro della Giustizia contro l'idea di privatizzazione degli opg che questa previsione contiene e che rischia di aprire un varco pericolosissimo per l' intero sistema penitenziario e giudiziario. 

Insistiamo, perché si proceda subito a finanziare, non ancora strutture manicomiali, ma i Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali, in modo da "svuotare" gli attuali OPG, destinando i finanziamenti previsti dalla legge 9/2012 (intanto i 93 milioni nel biennio per l'assistenza sanitaria) ai Dipartimenti di Salute Mentale. L'ordine del giorno (9/4909/ 31) approvato alla Camera, in occasione del voto sulla legge per l'emergenza carceri, impegna il Governo proprio in questa direzione

Finché non cambierà finalmente la legge sull'imputabilità del "folle reo" e sulla "pericolosità sociale", senza una vera presa in carico dei Dipartimenti di Salute Mentale per offrire percorsi individuali di assistenza come prevedono sentenze della Corte Costituzionale, tutti (o quasi) gli internati saranno inevitabilmente trasferiti nelle nuove strutture manicomiali (ora perfino private !), dove la Magistratura continuerà a disporre l'esecuzione della misura di sicurezza.

L'urgenza è certo quella di dare sollievo agli uomini e alle donne oggi internati negli attuali OPG, realtà indegne di un paese civile, ma bisogna farlo restituendo dignità e diritti di cittadinanza, non alimentando business o nuovi manicomi, che per loro natura impediscono la cura e la riabilitazione di persone malate. 

p. Comitato StopOPG
Stefano Cecconi, Fabrizio Rossetti  

Convegno: "un volto un nome". Cagliari, 26 aprile 2012

 

Organizzato dal Comitato Regionale StopOPG Sardegna

Sala convegni Hotel Regina Margherita

Via Regina Margherita 44 - CAGLIARI

 

 

 

Parma 13 aprile 2012. "Aprite quelle porte" presentazione della campagna SPI. Interviene StopOPG.

Iniziativa di lancio della campagna di sensibilizzazione "APRITE QUELLE PORTE"

PARMA 13 APRILE 2012

Palazzo della Provincia - Sala Savani -  Piazza della Pace,1

 

 

 

CGIL CISL UIL SARDEGNA: NO ai miniOPG.

Richiesta di incontro all'Assessore regionale su presa in carico dei cittadini sardi internati in OPG

StopOPG: 'Riportiamoli a casa'. Report dell’iniziativa del 4 aprile a Milano

Grande partecipazione e dibattito intenso al convegno sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, organizzato il 4 aprile dal Comune di Milano a Palazzo Marino, su proposta del comitato stopOPG lombardo.
Al convegno sono intervenuti Pierfrancesco Majorino (Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della salute di Milano), Ignazio Marino (Senatore e Presidente della commissione d’inchiesta sugli OPG), Sergio Moccia (giurista dell’Università di Napoli), Antonella Calcaterra (Camera Penale di Milano), Stefano Cecconi (CGIL Nazionale e stopOPG), Franco Rotelli (Psichiatra e presidente della conferenza mondiale per la salute mentale), Patrizia Quartieri (Consigliera Comunale), Luigi Benevelli (psichiatra), Alberto Villa (STOP OPG Lombardia), Peppe Dell'Acqua (Dipartimento Salute Mentale Trieste), don Virginio Colmegna (Fondazione Casa della Carità), Andrea Materzanini (Dipartimento Salute Mentale Azienda Ospedaliera di Chiari), Marco Cormio (Consigliere Comunale). Emozionanti gli “interventi narrativi” di ForMattArt basati su storie e lettere degli internati.
Il dibattito si è inevitabilmente soffermato sulla recente legge “svuota carceri” per le norme relative agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ma ha affrontato anche gli impegni che in regione Lombardia sono necessari per contribuire al superamento degli OPG. In particolare, è stata apprezzata la scelta del Comune di Milano che, con l’assessore Majorino, ha deciso di assumere iniziative per sostenere la campagna per l’abolizione degli OPG, a partire dal potenziamento dei servizi sociali e per un nuovo ruolo dei servizi di salute mentale della regione, che devono essere riportati nel territorio.

Stefano Cecconi

- locandina e programma dell'iniziativa

 

 

StopOPG: riportiamoli a casa

CONVEGNO

promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano

ore 9,00 - 14,00 Sala Alessi di Palazzo Marino

Milano, 4 aprile 2012

OdG Provincia e Comune dell’Aquila, approvato su proposta di StopOPG Abruzzo

OdG Provincia e Comune dell’Aquila

Seduta del Consiglio congiunto del 29.02.2012 in occasione della Giornata Nazionale della Salute Mentale

Esito dell'incontro VII Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Province Autonome del 29-2-2012

 

Conferenza delle Regioni e Ministero della Salute accolgono una proposta di stopOPG: viene istituita una commissione "politica" Stato Regioni che (su proposta dell'Assessore Lusenti: Emilia Romagna) non si limita a fissare i requisiti delle strutture previste dalla nuova legge ( 9/2012 art 3 ter) ma "accompagna" il processo di superamento degli OPG, composta da rappresentanti del Ministero della Salute e dagli Assessori alla Salute delle Regioni sedi di OPG (Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana) e delle regioni Liguria, Puglia, Veneto. 
Ora le Regioni designate dovranno comunicare direttamente al Ministero della Salute i nominativi dei propri rappresentanti regionali. 
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